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Soddisfazioni!

Oggi non pubblico materiali ma solo riflessioni e… soddisfazioni!

Dovete sapere che in quest’anno scolastico in classe, con la collega prevalente, stiamo sperimentando una fantastica alternanza nelle discipline di studio. Considerato che alcune delle mie ore di sostegno sono su di una bambina con lievi difficoltà di tipo cognitivo e che quindi il mio ruolo è di supporto alla classe con un intervento molto indiretto e generale, spesso a svolgere le lezioni di storia e geografia sono proprio io. Ci siamo organizzate così sia per favorire una reale integrazione degli alunni che per diffondere un’idea di intercambiabilità tra le docenti (perché  l’insegnante di sostegno non sia considerata solo di uno o due alunni). Inoltre la collaborazione tra me e la collega è servita soprattutto all’inizio dell’anno per dare avvio al metodo di studio.

sottolineare

In breve: fin dalle prime lezioni, dopo una lettura collettiva di una pagina di testo, una delle due guidava l’attività di sottolineatura, mentre l’altra passava tra i banchi per controllare che tutti avessero capito e trovato il segno. Una volta sottolineata la frase contenente le informazioni principali, la andavamo a rileggere insieme per capire che – anche togliendo il resto del testo – il concetto importante veniva comunque rintracciato. Inoltre, con il pastello colorato preferito, andavamo a cerchiare le parole chiave, così da evidenziarle e poterle fissare nella mente già da subito. Parallelamente fin dalle prime lezioni, abbiamo presentato le varie modalità per ristrutturare i contenuti del testo: sintesi, mappe concettuali, schemi, parole chiave e definizioni, domande guida e risposta.

Bene.  Nel giro di pochi mesi (e nonostante le varie interruzioni che abbiamo avuto a causa del terremoto in questo anno scolastico tutto particolare) i bambini si sono appassionati a questo metodo e per loro è diventata ormai una sfida “ricostruire” la frase estrapolando nel testo soltanto le informazioni principali. Così, da qualche settimana (i primi hanno cominciato già prima di Natale) TUTTI sono in grado di sottolineare autonomamente la frase contenente il nucleo essenziale, escludendo quindi parentesi, proposizioni incise, esempi o ripetizioni. E così li vedi saltare da una frase all’altra con una tale scioltezza che li abbracceresti tutti per il resto della mattinata. Al tempo stesso, li senti chiedere “quando facciamo lo schema?” oppure li senti dire “io ho studiato con la mappa concettuale e ne ho fatta un’altra da sola!”. Insomma, passatemi il termine: tutto ciò è una gran figata!!! 🙂

Perché in fondo, diciamolo, l’apprendimento del metodo di studio è uno degli aspetti fondamentali per tutta la storia scolastica di una persona (ed anche oltre) ed è più su quest’aspetto, che non sui singoli contenuti, che si deve puntare soprattutto all’inizio. Sarà che uno dei ricordi più belli dei miei anni alle scuole elementari è proprio della maestra Simona – supplente della titolare che era in maternità –  che, giovane ed energica, ci guidava nel metodo di studio. Beh credo che proprio quell’apprendimento significativo abbia fatto la differenza nel mio caso, quando poi alle medie e alle superiori, tutte le insegnanti dicevano ai miei genitori che il mio metodo di studio sicuro mi avrebbe permesso di studiare qualsiasi cosa. E poi, all’università e nello studio per il concorso docenti, proprio quel metodo mi ha salvato: libri interi macinati nel giro di poco tempo grazie ad una velocità di sottolineatura e di selezione dei concetti fondamentali. Forse è stata proprio questa mia passione personale (che, ripeto, nel mio caso ha fatto la differenza) a far salire l’insegnamento del metodo di studio nella scala delle priorità. E i risultati mi stanno dando ragione con enormi soddisfazioni, anche perché tutto questo processo di studio sta portando dei buonissimi prodotti. I bambini si approcciano alle interrogazioni con grande serenità, anzi capita che chiedano tutti di essere interrogati per primi e che ci restino male quando inevitabilmente qualcuno deve attendere di più.  Quando ripetono, inoltre, quasi tutti riescono a rielaborare a modo loro i contenuti, collegando tra loro le informazioni  e mostrando di aver davvero compreso ciò che hanno studiato. Infine, con queste diverse modalità di rielaborazione a partire da un’unica attività comune, abbiamo la dimostrazione che tutti gli stili cognitivi dei vari alunni trovano spazio e modalità di emergere con le loro peculiarità.

E, ieri mattina, quando D. – alunno con un’infinità di problemi di attenzione e di comportamento – ha raccontato a modo suo (nel senso che ha quasi drammatizzato le scene) le glaciazioni, le modalità di caccia in gruppo, gli utilizzi del fuoco e tutte le attività degli uomini del paleolitico, collegando tra loro i concetti e facendone un discorso preciso e corretto, beh… mi sono commossa. La cosa bella è che lui se ne è accorto e gli ho dovuto spiegare che di certo non erano lacrime di dispiacere ma di felicità… così lui, altrettanto felice, si è aperto in un sorriso che ancora vedo davanti a me. Se chi ha maggiori difficoltà mostra di stare al passo con interesse, motivazione, impegno e buoni risultati…. allora sì che siamo sulla strada giusta!

Che soddisfazione!!!

Maestra Gigia

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Facciamo a pezzi… la frase!

Ciao a tutti!

Con il post di oggi condivido con voi un materiale che inizierò ad utilizzare domani con il mio alunno. Da molto tempo stiamo lavorando sulla costruzione della frase come verbalizzazione di immagini perché  bisogna continuamente rinforzare il corretto ordine degli elementi della frase che a volte svolazzano in giro liberamente 😀
Ora che finalmente stiamo svoltando con la lettura e la scrittura, voglio proporre un’attività di ulteriore manipolazione della frase, inserendo anche gli elementi scritti.

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Che cosa è?  Nel file che trovate qui sotto c’è uno schema di lavoro plastificabile (santa plastificatrice e santo velcro!) in cui sono già pronti un riquadro per attaccare l’immagine e gli spazi ordinati per inserire gli elementi della frase: soggetto (articolo + sostantivo), verbo e c.oggetto (articolo e sostantivo). Per agevolare la comprensione della struttura e per dare un piccolo aiuto che rinforza anche la discriminazione della domanda, sono inserite in alto le domande guida: chi è? cosa fa? che cosa?

Come usarlo? E’ possibile manipolare il materiale a proprio piacimento: io penso di utilizzarlo così:

  • io attacco l’immagine poi invito il bambino ad inserire gli elementi scritti della frase (produzione);
  • io inserisco gli elementi scritti della frase poi invito il bambino a leggerli e ad attaccare l’immagine corrispondente (comprensione);
  • io attacco l’immagine ed inserisco alcuni elementi scritti della frase lasciando i “buchi” poi invito il bambino ad inserire gli elementi mancanti (clozing);
  • io attacco l’immagine ed inserisco gli elementi scritti della frase in ordine sparso, poi invito il bambino a riordinarli aiutandosi con le domande guida (riordino).

Con quale materiale si utilizza questo schema di lavoro? Io l’ho preparato principalmente per le strutture morfosintattiche illustrate del testo della Erickson “Prevenzione e recupero dellkit_prevenzione-e-recupero-delle-difficolta-morfosintattiche_6137-578-9e difficoltà morfosintattiche” (eccolo: http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=38055) che uso già da un po’ e del quale ho già quasi tutte le immagini plastificate.
Per questo motivo, all’interno del file – prima ancora dello schema stesso -ho inserito le parole relative a quelle strutture, distinte per categoria grammaticale: articoli, sostantivi, verbi.  In realtà ho diverse illustrazioni di situazioni agite con altri soggetti e altre azioni, quindi all’interno del file ci sono parole aggiuntive a quelli del libro della Erickson. E naturalmente, come sempre, il file che vi allego io è in versione word, pertanto potete modificarlo a piacimento in base alle vostre necessità, sia nei contenuti (parole aggiuntive) che nella struttura (siete liberi di aggiungere le estensioni della frase).

Ecco il file: elementi-della-frase

Buon lavoro!

Maestra Gigia

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La Molletta Cavalletta!

Cari lettori, oggi vi propongo un materiale di supporto per l’ambito matematico. Si tratta di una MOLLETTA CAVALLETTA!

La Molletta Cavalletta

Beh, considerato che io ooodio le cavallette, posso assicurare che mi è costato un bel po’ ammettere che questo animaletto poteva essermi utile 😀 Però, grazie a questo particolare utilizzo, magari esorcizzo la “paura” che mi fa 😀 Premesse personali a parte, si tratta di un personaggio mediatore costruito con una semplice molletta e degli scovolini colorati di ciniglia (sì, quelli un po’ pelosetti). Il suo scopo è quello di agevolare gli spostamenti sulla linea dei numeri e, soprattutto, la comprensione dei concetti prima e dopo. Nella preparazione ho voluto prendere in considerazione alcuni dettagli importanti per chi usa la comunicazione aumentativa con i simboli pcs (come nel mio caso). I simboli relativi ai concetti temporali “prima” e “dopo”, infatti, in alcune serie come quelle usate dal sito iocresco.it, sono creati con la stessa forma delle antennine e con i medesimi colori… ecco il perché di due antenne colorate in modo diverso e dalla forma così particolare. Chissà… magari la cavalletta ci verrà a trovare anche durante le attività di storia 😀 Una volta costruito il personaggio non resta che avere a disposizione una linea dei numeri a muro: la mia è una semplice striscia di cartoncino mentre le tessere dei numeri sono plastificate e attaccate con il velcro. L’utilizzo che ne faccio io è davvero molto semplice: posiziono la molletta sulla linea dei numeri che abbiamo appeso al muro, su di un numero in particolare. Andiamo a leggere il numero su cui la cavalletta si è posizionata, poi ci chiediamo: “quale numero viene prima?” e “quale numero viene dopo”. Come si fa? Vediamo dove “cadono” le antennine! Nel mio caso l’alunno deve lavorare soprattutto su questi due concetti, quindi la nostra amica cavalletta ci aiuta a rendere simpatico questo lavoro. Usiamo la molletta soltanto da una settimana e già si vedono i primi risultati!

La nostra amica cavalletta salta sulla linea dei numeri

Buon lavoro a tutti! A presto, Maestra Gigia ps. mentre io cerco di “abbellirla” fisicamente parlando, voi mi aiutate a trovare un nome ancora più simpatico? 🙂

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Discriminazione dei colori primari!

Ciao a tutti!
Pubblico oggi i materiali relativi ad un’attività che ho preparato ieri per il mio alunno. L’attività riguarda la discriminazione dei colori primari e consiste nell’abbinamento di alcuni oggetti di colore rosso, giallo e blu alla rispettiva tabella. La proposta didattica nasce dalla fatica che il mio bimbo sta facendo nell’individuazione e nella denominazione dei colori…quando sembra averle afferrate, ecco che mostra di nuovo dubbi e tentennamenti. Eccoci qui, quindi, a fare un passo indietro per giocare con i colori e vedere se il problema è in questa fase di riconoscimento visivo. Dalle prime prove che ho fatto tra ieri ed oggi sembra di no, ma – trattandosi di un’attività giocosa e ricreativa – penso che la somministrerò più volte nel breve periodo per osservare eventuali cambiamenti anche nella denominazione.
Le schede finali si presentano così: 2015-01-27 16.06.08
Per essere precisi, consiglio di stampare le tabelle direttamente su fogli a4 colorati (meglio se cartoncini…ovviamente dei colori rosso, giallo e blu). Nel mio caso, non avevo tutti e 3 i colori e l’idea era quella di rimediare colorando i fogli bianchi che avevo con un po’ di polverina di gesso rossa, gialla e blu. In realtà, poi, c’era la collaboratrice disponibile con la plastificatrice già accesa, quindi ho rinunciato all’idea per velocizzare il tutto 😀 😀 😀 Oltre ai fogli, servono soltanto le pouches e il velcro adesivo.
Le tabelle contengono 9 spazi, mentre gli oggetti che ho preparato riempiono 6 caselle di ognuna di esse…ovviamente il completamento dell’attività è a discrezione dell’insegnante anche in base agli oggetti che il bambino già conosce o, ancora, in base agli apprendimenti che si vogliono agganciare a questa attività.
Trovate i file delle tabelle e degli oggetti qui: tabella riconoscimento colori. I file sono tutti in bianco e nero e poi ho colorato il tutto con i pennarelli per risparmiare un po’ di inchiostro. Il tutto ovviamente va plastificato per poter riutilizzare il materiale tutte le volte che si vuole con l’effetto attacca e strappa ottenuto dal velcro adesivo.
Buon lavoro… ma soprattutto buon divertimento!

Maestra Gigia

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Applicazioni a sfondo didattico: quando la tecnologia sostiene l’apprendimento

Ciao a tutti!

dopo aver pubblicato qualche mese fa una sitografia per bambini, oggi ho deciso di pubblicare una recensione di alcune applicazioni (per smartphone e soprattutto tablet) relative a giochi con implicazioni didattiche.


Questo articolo nasce principalmente da una mia esigenza di lavoro, in quanto ho deciso di catalogare il materiale per metterlo a disposizione della famiglia del mio alunno. Quest’anno non sto lasciando compiti a casa al mio alunno di sostegno che frequenta la classe prima, ma mi piacerebbe fargli consolidare qualche apprendimento senza appesantire lui e la sua famiglia a casa. Quando, poi, il bambino si mostra insuper-abile nell’utilizzo degli strumenti tecnologici basati sul touch screen, perché non sfruttare questa grande possibilità permettendogli di giocare e imparare? E quindi eccomi qui a pubblicare una recensione (sicuramente incompleta) di alcune applicazioni tratte da Google Play (precisazione doverosa perché ho un semplice tablet con Android e quindi utilizzo questo). Tutte quelle prese in considerazione sono interamente gratuite (alcune prevedono aggiunte a pagamento ma la versione da me considerata è relativa alla parte gratuita, tranne in un caso in cui viene specificato). In alcune applicazioni ci sono contenuti di diverso tipo, delle quali non tutte sono alla portata del bambino per cui le ho pensate, quindi il mio consiglio è di provarle sempre perché, oltre a ciò che ho scritto io, può esserci altro di utile. In generale, comunque, il livello è quello di scuola dell’infanzia/scuola primaria. Ultima premessa: alcune applicazioni non sono in lingua italiana, quindi possono essere sicuramente utilizzate per la sollecitazione di abilità visive, logiche, matematiche ecc. ma – laddove vengano previste attività linguistiche- bisogna ovviamente considerare che possiamo utilizzarle per inglese e non per italiano 🙂

Fatte le dovute precisazioni, ecco qua:

Fantafattoria:  questa applicazione, creata dalla Clementoni, ha una buona grafica e un’interattività accattivante. I contenuti sono misti e, mantenendo gli animali come personaggi guida, vengono proposti giochi che stimolano diverse abilità. Ad essere precisi e volendo trovare un punto di criticità, va segnalato che i contenuti si alternano random, ovvero non c’è possibilità di scelta di percorsi con contenuti specifici, quindi  – a mio parere – questo può limitare l’utilizzo in quanto non è possibile adattare il gioco alle capacità specifiche di chi lo utilizza.

Giochi montessori: applicazione meravigliosa che sfrutta principalmente la tipologia di esercizi relativa agli appaiamenti (che io uso moltissimo col mio alunno) che, in questo caso, vengono effettuati attraverso lo spostamento degli elementi in basso per arrivare alla sovrapposizione). Ci sono diversi tipi di contenuti elaborati secondo questa modalità: forme, frutta, figure di diversa grandezza con la loro ombra, numeri, lettere,  abbinamento per colore (inserire la stella nello sfondo dello stesso colore), esercizi numero quantità.

SmartKids Free/Gioco bambini intelligenti*:(*N.B. grazie ad una segnalazione mi sono accorta che effettivamente l’applicazione prende il nome di “giochi bambini intelligenti” nel motore di ricerca di Play Store, ma non so perché poi me la ritrovo salvata col nome inglese. Mistero della fede!) questa applicazione prevede giochi di memoria visiva, lavagna per disegno libero, scrittura dei numeri sui binari tratteggiati, coloritura guidata, memory, ricomposizione puzzle con l’aiuto di una figura ombra. Non è un’applicazione italiana ma, non essendoci alcuna consegna scritta o audio, l’aspetto linguistico non è assolutamente rilevante.

Kindergarten Fun Lite: di questa applicazione, che non è in lingua italiana, consiglio l’utilizzo dei seguenti contenuti: Colori (contenuto n.1), animali e mamme (contenuto n.4), numeri e quantità (contenuto n.10), animali e ombre (contenuto n.17). Ci sono altrettanti tipi di giochi proposti e ben definiti in categorie, provare per credere!

Kids Number: di questa applicazione consiglio di giocare con questi contenuti:

  • numeri scritti e denominazione audio
  • numeri e quantità (il conteggio è guidato, ovvero verbalizzato dalla sintesi vocale al tocco di ogni elemento se questo viene effettuato in ordine da sinistra a destra),
  • memory dei numeri nascosti sotto le nuvolette.

Animal numbers: applicazione in cui si può giocare con l’abilità che prende il nome di write, che permette di scrivere il nome sul tratteggio (anche se il  tocco deve essere forse un po’ troppo preciso per essere giudicato corretto e questo può scoraggiarne l’utilizzo).

Learn More Kids: in questa applicazione il bambino può divertirsi a giocare con l’abilità Association (limitatamente ai Colori), Visual Memory e Sounds. In basso è possibile anche giocare cliccando sull’immagine dello xilofono e nell’altra casella “upgraded” dove è possibile disegnare su una lavagnetta digitale.

GameKids Lite: ci sono diverse abilità messe in gioco: note musicali, memory, gioco del pallone (percorso da effettuare con il dito, utile per la motricità fine), lavagna per disegno/scrittura, il gioco delle ombre, gioco velocità del tocco sullo schermo, appaiamenti (abilità e contenuti misti), insiemistica (inserire la nuvoletta nella categoria giusta in base al pattern della decorazione) e infine un gioco di attenzione.

Memory: sono previste attività di memory con difficoltà progressive con personaggi dalla grafica piuttosto simpatica.

Kids slide puzzle: viene richiesta la composizione di puzzle attraverso pochi spostamenti con il touch screen. L’applicazione permette di riordinare puzzle con immagini tratte dalla galleria personale, che possono sicuramente aumentare la motivazione.

Flashcards: non si tratta di un gioco ma è una galleria di immagini divise per categoria con denominazione audio di ogni carta. Le categorie gratuite sono limitate ma, per avere l’accesso completo, l’applicazione richiede un pagamento di soli 67 cent. L’applicazione è molto valida per l’incremento del lessico; sconsiglio, tuttavia, l’utilizzo della categoria alfabeto perché la pronuncia non è adeguata (ad es. la B viene letta “bi” e questo può creare confusione nelle prime fasi dell’apprendimento della lettoscrittura).

Buon divertimento!

Maestra Gigia

ps. tu che leggi le conoscevi? Se hai altre applicazioni da consigliare, commenta qui sotto e provvederò ad aggiungerle all’elenco. Insieme…si può! 🙂

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Per iniziare bene… il cartellone degli incarichi!

Ciao a tutti! 

L’anno scolastico è iniziato già da un po’ ed io, come sempre, mi rendo conto di non riuscire ad aggiornare il blog quanto vorrei.

L’avvio di questo anno è stato un po’ faticoso ma forse abbiamo intrapreso la giusta via. Nel corso di questo mese e mezzo ho spulciato vari siti internet alla ricerca di risorse già preparate, indicazioni precise o almeno strumenti da riadattare nella mia situazione, relativamente all’uso dei simboli pcs e pittogrammi vari. A volte ho trovato strumenti ad hoc, in altre occasioni mi sono rimboccata le maniche e mi sono messa all’opera da sola. Alla fine ho preparato diversi materiali e spero di riuscire presto a pubblicarli tutti.

Oggi comincio con il CARTELLONE DEGLI INCARICHI!

Nella mia classe, una prima elementare, ci siamo dati la regola che tutti i bambini devono avere la loro parte di responsabilità nella gestione della classe. Si tratta di un gruppo che si è creato a Settembre e ci piaceva  l’idea di poter creare un’atmosfera di condivisione e partecipazione alla vita sociale che fa leva sul valore delle piccole azioni quotidiane ai fini dell’autostima e della crescita.

Si tratta di 10 incarichi totali con due incaricati (la classe è di 20 bambini, quindi ognuno ha sempre una parte di responsabilità). La turnazione è settimanale, con cambio di lunedì mattina.

1) Chiamare per mettersi in fila;

2) Cercare/chiamare la bidella

3) Consegnare e raccogliere schede e quaderni;

4) Consegnare e raccogliere libri;

5) Distribuire la carta per asciugarsi le mani in bagno (abbiamo il rotolone in classe per evitare sprechi);

6) Cancellare la lavagna;

7) Gestire il silenzio e i comportamenti corretti in classe, riordinare i giochi;

8) Distribuire acqua e pane a tavola (la nostra è una classe a tempo pieno);

9)Riordinare gli zaini (che sono in uno spazio preciso dell’aula)

10) Cambiare gli incarichi sul cartellone.

La particolarità di questo cartellone è nella sua presentazione. In classe il bambino che seguo utilizza il sistema PECS quale forma di comunicazione aumentativa alternativa, quindi ho sentito la necessità di creare una versione più accessibile del cartellone, utilizzando proprio i simboli che lui sta imparando ora ad utilizzare e  che faranno sempre più parte del suo mondo: in realtà l’accessibilità è per tutti i bambini, in quanto una semplice scritta non sarebbe comprensibile ai più trattandosi di una classe che comincia ufficialmente la sua avventura nel mondo delle parole scritte proprio ora. Insomma, come sempre creare strategie alternative non può che giovare a tutti e in questo modo condividiamo una risorsa nel grande gruppo 🙂

Spiegare il cartellone ai bambini è stato molto divertente…perché in realtà non è stato spiegato proprio nulla. Ho semplicemente fatto degli indovinelli ai bambini, dicendo loro che si trattava di alcuni rebus da scoprire insieme! Come sempre i bambini ci stupiscono e in un batter d’occhio abbiamo svelato ogni segreto di questo cartellone un po’ particolare.

Ho applicato del velcro sui cartellini dei nomi per garantire un attacca e stacca ripetuto senza rischio di strappi…et voilà.

I nomi sui cartellini sono stati oscurati per la privacy.

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Per chi volesse, allego il file word contenente le immagini in pcs utilizzate per illustrare gli incarichi Incarichi pcs.

Spero che questo cartellone possa essere di aiuto a qualcuno.

A presto,

Maestra Gigia

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AGGIORNAMENTO – Settembre 2015

Ciao a tutti! Questo post, pubblicato ormai un anno fa, ha avuto un numero altissimo di visualizzazioni e condivisioni: grazie infinite! Ditemi un po’… l’avete realizzato poi questo cartellone? Mi piacerebbe davvero ricevere qualche feedback (e magari qualche foto dei vostri cartelloni!).
Quest’anno siamo in seconda! Anche in questo anno scolastico continueremo ad utilizzare il nostro amato cartellone, tuttavia si è resa necessaria qualche piccola modifica…che condivido anche con voi! In classe sono arrivate due nuove alunne, quindi abbiamo deciso di aggiungere un ulteriore incarico, l’undicesimo, per mantenere il rapporto di due bambini per ciascun compito. Inoltre, abbiamo deciso di modificare parzialmente i contenuti degli incarichi per creare più omogeneità nel livello di responsabilità e azione tra tutti. Il compito di distribuire e raccogliere schede e quaderni è stato quindi diviso in due incarichi distinti. E’ stato, invece, eliminato il compito relativo alla distribuzione del pane e dell’acqua a mensa (poiché i tavoli sono stati separati ed ognuno può avere comodamente accesso ad entrambi) che è stato sostituito dall’incarico “accendere e spegnere la luce/aprire e chiudere la porta”. Il file con le immagini aggiornate lo trovate qui: Incarichi pcs_seconda versione.

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Festa di fine anno scolastico e genitori. Attenzione: toni polemici, astenersi permalosi.

In un ridente paesino delle Marche, oggi pomeriggio si è tenuta la tanto attesa festa di fine anno scolastico. Festa che doveva tenersi giovedì della settimana scorsa, ma era stata rimandata per maltempo. Caspita, direte, maltempo nel mese di Giugno? Eh sì, forse abbiamo proprio beccato la giornata sbagliata. E allora, dai, rimandiamola al 25 Giugno. E’ già arrivata l’estate!

Bene.

Per tutto il pomeriggio addobbiamo il giardino della scuola e il palco che lì è stato montato. Qualche nuvolone si aggira nel cielo ma, dai, meteo.it dice che non piove. L’impianto audio (mixer, casse, microfoni ecc.) è pronto e i bambini scalpitano per entrare. Evviva, tutti ai propri posti! Una delle insegnanti sale sul palco per presentare lo spettacolo che prevede brevi lezioni aperte di gioco danza in piccolo gruppo e poi qualche canzoncina.

Alle 6 si fa improvvisamente buio. Ricorda tanto quel Alle 3 si fece buio su tutta la terra, anche se questa è tutta un’altra storia.

Plin.

Plin. Plin

Plin Plin Plin plaf plaf plaf tutututuututtuutu

P******** (bip).

In due secondi viene giù il mondo.

Le insegnanti che sono dentro intrattengono i bambini, le insegnanti che sono fuori corrono a smontare l’impianto e metterlo al riparo prima che sia troppo tardi. Fuggi fuggi generale, mentre qualcuno si ripara nei locali della scuola.

Che si fa, che non si fa? Rimandare non si può, annullare totalmente la festa sarebbe un peccato…quindi la adattiamo come meglio possiamo. Tutti in sala mensa. Cioè, tutti no. I bambini si esibiscono in gruppetti, quindi forza…che si avvicinino solo i genitori di tizio, caio e sempronio ecc.
E allora: cosa non è chiaro di questo messaggio? Quelli davanti si scazzottano, ops…volevo dire…si fanno delicatamente spazio nel gruppo e il risultato è che i genitori di Tizio, Caio, Sempronio sono ancora in fondo alla sala, mentre i genitori di Pinco e di Pallino, che proprio non devono esibirsi in questa parte dello spettacolo (in nessuno dei gruppi, perché è la conclusione di un progetto a pagamento a cui non tutti hanno aderito), sono davanti a tutti con dei tablet immensi a scattare foto mentre Pinco e Pallino sono tranquillamente seduti a non fare niente.

Poi arriva il secondo gruppo, poi il terzo e infine il quarto. Vengono chiamati, a turno, i genitori dei bimbi che si esibiscono. Pinco e Pallino sono ancora lì a non fare niente, perché in effetti devono solo aspettare, mentre i loro genitori scattano foto al nulla e gli altri dietro sbuffano.

Aspettate, intanto fuori non piove più. Mentre dentro lo spettacolo procede (con gli adattamenti inevitabili del caso, ma procede) fuori alcune insegnanti montano di nuovo tutto l’ambaradan, spazzano l’acqua sul palco e provano a garantire al pubblico presente una seconda parte dello spettacolo un po’ più fresca e agevole, all’aperto.

In questa fase non troviamo i genitori di Pinco e Pallino, ovviamente perché sono ancora dentro. No, ora non stanno fotografando il vuoto ma sbuffano perché è caldo, non c’è spazio, lo spettacolo fa schifo e i loro figli non hanno partecipato. (sdjklfvnsdfvsdvlsnòd)

Troviamo però (Deo gratias) qualche altro genitore che si offre di aiutare le insegnanti a spazzare via l’acqua sul palco, a spostare le sedie, a montare le casse ecc. Allora il buon senso esiste ancora.

Ancora per poco.

Tornano i genitori di Pinco e Pallino che si piazzano proprio sotto il palco, anzi no, a momenti ci salgono sopra. I bambini dovrebbero esibirsi in alcune canzoncine, guidati dalle loro insegnanti posizionate appena lì sotto per fare le mossette insieme e dare un po’ di ritmo. Vi ricordate Mariele Ventre? Faceva così! Lei davanti e tutto il pubblico dietro.

No, i genitori di oggi non ricordano lo Zecchino D’oro e Mariele Ventre. Loro guardano Ti lascio una canzone e i bambini, lì, non hanno nessuna guida davanti. Hanno l’ear monitor, no? Quindi perché mai si dovrebbe lasciare uno spazio vitale per le insegnanti per farle posizionare in pole position di fronte ai bimbi? E perché mai si dovrebbe lasciare uno spazio vitale attorno all’impianto audio?

In questo simpatico pomeriggio, quindi, vediamo genitori arrampicati quasi sul palco a scattare foto con tablet più grossi di loro, mentre le insegnanti non trovano spazio manco per andare a premere play per far partire la musica.

Comunque i gruppi si alternano sul palco fino a che, a spettacolo quasi terminato, vengono festeggiati i bambini che hanno terminato la loro esperienza nella scuola dell’infanzia e si preparano per iniziare la scuola primaria. Anche in questo caso i sempre noti genitori tecnologici sono tutti pronti a scattare foto e girare video da mettere su youtube, però manco mezzo urletto di incitamento o un applausino (ovvio, le mani sono impegnate) per festeggiare i nostri “piccoli più grandi” che ci salutano. Ad applaudire e far festa, anche stavolta, sono solo le maestre.

Lo spettacolo ora è finito. Una volta i genitori cercavano i loro bambini, poi si avvicinavano alle insegnanti, facevano ciao ciao con le manine, un bel sorriso e magari ci scappava anche un abbraccio e un augurio di buone vacanze. Oggi ho visto i bambini cercare i genitori e poi ho osservato tutti andarsene, alcuni senza manco salutare. Intanto i genitori di Pinco e Pallino, a braccia conserte senza muovere un ditino, sbuffano sulla mancata riuscita della festa. Intanto, qualche bambino grande (fratelli, cugini ecc. dei nostri piccoli) ha distrutto la scenografia sotto gli occhi di genitori che hanno visto senza muovere un ditino o senza dire nonlofarefermati.

Riflessioni random al termine di questa giornata:

Quando penso che i genitori di oggi fanno parte, più o meno, della mia generazione, mi ritengo un’aliena nel loro mondo.

Quando penso a loro, unisco  i pezzi pensando ad alcuni atteggiamenti dei bambini. Allora il puzzle si ricompone improvvisamente ai miei occhi, illuminandomi.

Quando penso che forse anche io, tra qualche anno, parteciperò alla festa della scuola dei miei figli, vorrei essere una mamma meno lamentosa o/e più collaborativa (possibilmente entrambe, dato che senonmovinapajaesbuffisololaprossimavoltatenestaiacasa). Penso agli adulti (genitori, nonni e parenti tutti) che potrebbero evitare di puntualizzare sulle sciocchezze, potrebbero invece rimboccarsi le maniche insieme a noi, in quell’ottica di collaborazione tra scuola-famiglia che ci siamo persi per strada. Penso a tutti quei tablet in mano a gente che poi dice di non avere i soldi per fare una visita specialistica al figlio che ne avrebbe tanto bisogno. Poi, penso a quei papà che ci hanno aiutato a sistemare le cose, perché forse – allora – qualcuno si salva. Educazione genitoriale, questa – per me – è la sfida più grande a cui le scuole (e la società intera) debbono lavorare.

Quando penso alla festa di oggi, penso a noi insegnanti che, nonostante la pioggia, multitasking mode on, ci siamo rimboccate le maniche e abbiamo salvato il salvabile, effettuando comunque uno spettacolo che sembrava spacciato. Penso ai bambini che si sono divertiti molto, a dispetto delle manie di protagonismo e dei commenti idioti degli adulti e a riprova del fatto che il “successo”, per loro, è divertirsi insieme… anche se il risultato non è da prima tv! Penso a me, che ce la metto tutta per essere una brava insegnante, ma che mi perdo sempre sul più bello: devo imparare a farmi scivolare addosso la superficialità del mondo adulto.

Negli occhi dei bimbi, la felicità. Nel resto, il vuoto.