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Analizzare le relazioni nel gruppo classe: il Sociogramma di Moreno

Cari lettori,

oggi vorrei parlarvi di uno strumento molto efficace per l’analisi delle relazioni interne al gruppo classe: mi riferisco al Sociogramma di Moreno! Chi di voi lo conosce? Personalmente ho avuto occasione di studiarlo diverse volte nel corso della mia carriera scolastica e universitaria e ora, in veste di maestra, cerco di utilizzarlo nel contesto della classe in cui mi trovo a lavorare per capire bene la qualità delle relazioni all’interno del gruppo e la qualità dell’integrazione dei bambini con il sostegno che seguo personalmente. Scelgo di scrivere di questo argomento proprio ora perché ho effettuato la somministrazione del sociogramma proprio oggi ed ho appena terminato il lavoro di rielaborazione dei dati.

Ma andiamo con ordine!

Il sociogramma di Moreno è uno strumento di indagine che analizza la posizione dei singoli individui all’interno del gruppo nonché la struttura delle relazioni del gruppo stesso. Esso assume la forma di un questionario da somministrare a tutti i componenti del gruppo e le domande fanno riferimento ad un criterio ludico (di gioco) e a un criterio funzionale (di lavoro): nel primo caso lo scopo è rilevare le dinamiche dello stare insieme e dei rapporti basati sulle affinità tra i bambini mentre nel secondo caso viene presa in analisi l’organizzazione del gruppo finalizzata al raggiungimento di un obiettivo condiviso. Per entrambi i criteri, vengono effettuate due domande: la prima di preferenza, la seconda di rifiuto/esclusione. La formulazione delle domande va calibrata sul livello della classe: nel mio caso – classe prima – ho formulato le domande in molto semplice e basate su un esempio reale.

  • Faremo un gioco a coppie: con chi ti piacerebbe giocare? (criterio affettivo-relazionale – accettazione)
  • Faremo un gioco a coppie: con chi non ti piacerebbe giocare? (criterio affettivo-relazionale – rifiuto)
  • Faremo un lavoro di gruppo: con chi vorresti lavorare? (criterio funzionale – accettazione)
  • Faremo un lavoro di gruppo: con chi non vorresti lavorare? (criterio funzionale – rifiuto)

I bambini devono dare due risposte a ciascuna domanda: il limite viene predisposto per evitare dispersioni e per rendere lo studio più accurato. Graficamente le scelte di preferenza e di esclusione vengono rappresentate diversamente: due nuvolette morbide e arrotondate per inserire le prime e due nuvolette più spigolose per inserire le seconde. Io ho creato e usato questo: modello-sociogramma.docx.

L’interpretazione dei dati è la parte più interessante anche se più “faticosa” per l’insegnante. Nel mio caso il sociogramma effettuato in classe è stato analizzato grazie all’ausilio del software didattico Sociogramma dei gruppi. Software per la somministrazione, l’analisi dei dati e l’interpretazione – Erickson.

Sociogramma dei gruppi - Erickson (software didattico)

Sociogramma dei gruppi – Erickson (software didattico)

E’ uno strumento molto interessante che, attraverso l’inserimento dei dati nel database, permette di avere una restituzione dei dati in forma grafica e quindi di impatto immediato. Il software non è recentissimo, io ce l’ho da 4 anni perché l’ho utilizzato per un lavoro sperimentale per la tesi di laurea nel sostegno e già allora avevo fatto fatica a reperirlo; ora vedo su ibs che risulta non disponibile ed è veramente un peccato perché – seppur decisamente non economico – era uno strumento molto utile. Se si utilizza il software la fatica è solo nella costruzione digitale del questionario e nell’inserimento di tutti i dati anagrafici e dei report degli alunni… poi il gioco è fatto! Certamente i dati possono essere analizzati anche “a mano”, anche se incrociare tutte le relazioni e costruire la rete delle scelte reciproche dei bambini (una vera e propria ragnatela!!!) potrebbe risultare difficile.

Un esempio delle relazioni in un gruppo classe

Un esempio delle relazioni in un gruppo classe

Cosa emerge dal sociogramma? La ragnatela dei rapporti all’interno del gruppo mostra chiaramente i nodi oggetto di una fitta rete di legami (bambini leader e popolari) o nodi isolati (bambini che non vengono indicati da nessuno dei compagni). L’utilizzo dei due criteri (relazionale/funzionale) e del doppio sistema di risposte (accettazione/rifiuto) permette di ragionare sulle scelte dei bambini in base alle situazioni facendo talvolta emergere dei dati interessanti: bambini super ricercati nel lavoro ma per nulla considerati nell’aspetto affettivo oppure bambini rifiutati nel lavoro ma molto ricercati nelle relazioni ludiche. Attenzione: è fondamentale ragionare sul significato di “rifiuto” e di “nodo isolato”. Un bambino rifiutato è un bambino indicato nelle scelte negative (non vorrei lavorare con… con vorrei giocare con …), mentre un nodo isolato è un bambino che non viene indicato da nessuno dei suoi compagni, ovvero completamente ignorato.

Credo sia fondamentale per ogni insegnante ragionare sui risultati del sociogramma per orientare le scelte educative e didattiche per la propria classe e per aggiustare il tiro su alcune dinamiche in corso. Per me i risultati sono stati davvero illuminanti.

Spero di aver incuriosito qualcuno di voi. Vi lascio comunque dei riferimenti a completamento di quanto ho scritto io:

http://www.edscuola.it/archivio/psicologia/sociogramma.htm;

https://diarioarpino.files.wordpress.com/2014/03/sociometrico-di-moreno.pdf;

http://parolealtre.it/sites/default/files/1-SociogrammadiMoreno.doc.

Buon lavoro a tutti!

Maestra Gigia

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Discriminazione dei colori primari!

Ciao a tutti!
Pubblico oggi i materiali relativi ad un’attività che ho preparato ieri per il mio alunno. L’attività riguarda la discriminazione dei colori primari e consiste nell’abbinamento di alcuni oggetti di colore rosso, giallo e blu alla rispettiva tabella. La proposta didattica nasce dalla fatica che il mio bimbo sta facendo nell’individuazione e nella denominazione dei colori…quando sembra averle afferrate, ecco che mostra di nuovo dubbi e tentennamenti. Eccoci qui, quindi, a fare un passo indietro per giocare con i colori e vedere se il problema è in questa fase di riconoscimento visivo. Dalle prime prove che ho fatto tra ieri ed oggi sembra di no, ma – trattandosi di un’attività giocosa e ricreativa – penso che la somministrerò più volte nel breve periodo per osservare eventuali cambiamenti anche nella denominazione.
Le schede finali si presentano così: 2015-01-27 16.06.08
Per essere precisi, consiglio di stampare le tabelle direttamente su fogli a4 colorati (meglio se cartoncini…ovviamente dei colori rosso, giallo e blu). Nel mio caso, non avevo tutti e 3 i colori e l’idea era quella di rimediare colorando i fogli bianchi che avevo con un po’ di polverina di gesso rossa, gialla e blu. In realtà, poi, c’era la collaboratrice disponibile con la plastificatrice già accesa, quindi ho rinunciato all’idea per velocizzare il tutto 😀 😀 😀 Oltre ai fogli, servono soltanto le pouches e il velcro adesivo.
Le tabelle contengono 9 spazi, mentre gli oggetti che ho preparato riempiono 6 caselle di ognuna di esse…ovviamente il completamento dell’attività è a discrezione dell’insegnante anche in base agli oggetti che il bambino già conosce o, ancora, in base agli apprendimenti che si vogliono agganciare a questa attività.
Trovate i file delle tabelle e degli oggetti qui: tabella riconoscimento colori. I file sono tutti in bianco e nero e poi ho colorato il tutto con i pennarelli per risparmiare un po’ di inchiostro. Il tutto ovviamente va plastificato per poter riutilizzare il materiale tutte le volte che si vuole con l’effetto attacca e strappa ottenuto dal velcro adesivo.
Buon lavoro… ma soprattutto buon divertimento!

Maestra Gigia

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Per iniziare bene… il cartellone degli incarichi!

Ciao a tutti! 

L’anno scolastico è iniziato già da un po’ ed io, come sempre, mi rendo conto di non riuscire ad aggiornare il blog quanto vorrei.

L’avvio di questo anno è stato un po’ faticoso ma forse abbiamo intrapreso la giusta via. Nel corso di questo mese e mezzo ho spulciato vari siti internet alla ricerca di risorse già preparate, indicazioni precise o almeno strumenti da riadattare nella mia situazione, relativamente all’uso dei simboli pcs e pittogrammi vari. A volte ho trovato strumenti ad hoc, in altre occasioni mi sono rimboccata le maniche e mi sono messa all’opera da sola. Alla fine ho preparato diversi materiali e spero di riuscire presto a pubblicarli tutti.

Oggi comincio con il CARTELLONE DEGLI INCARICHI!

Nella mia classe, una prima elementare, ci siamo dati la regola che tutti i bambini devono avere la loro parte di responsabilità nella gestione della classe. Si tratta di un gruppo che si è creato a Settembre e ci piaceva  l’idea di poter creare un’atmosfera di condivisione e partecipazione alla vita sociale che fa leva sul valore delle piccole azioni quotidiane ai fini dell’autostima e della crescita.

Si tratta di 10 incarichi totali con due incaricati (la classe è di 20 bambini, quindi ognuno ha sempre una parte di responsabilità). La turnazione è settimanale, con cambio di lunedì mattina.

1) Chiamare per mettersi in fila;

2) Cercare/chiamare la bidella

3) Consegnare e raccogliere schede e quaderni;

4) Consegnare e raccogliere libri;

5) Distribuire la carta per asciugarsi le mani in bagno (abbiamo il rotolone in classe per evitare sprechi);

6) Cancellare la lavagna;

7) Gestire il silenzio e i comportamenti corretti in classe, riordinare i giochi;

8) Distribuire acqua e pane a tavola (la nostra è una classe a tempo pieno);

9)Riordinare gli zaini (che sono in uno spazio preciso dell’aula)

10) Cambiare gli incarichi sul cartellone.

La particolarità di questo cartellone è nella sua presentazione. In classe il bambino che seguo utilizza il sistema PECS quale forma di comunicazione aumentativa alternativa, quindi ho sentito la necessità di creare una versione più accessibile del cartellone, utilizzando proprio i simboli che lui sta imparando ora ad utilizzare e  che faranno sempre più parte del suo mondo: in realtà l’accessibilità è per tutti i bambini, in quanto una semplice scritta non sarebbe comprensibile ai più trattandosi di una classe che comincia ufficialmente la sua avventura nel mondo delle parole scritte proprio ora. Insomma, come sempre creare strategie alternative non può che giovare a tutti e in questo modo condividiamo una risorsa nel grande gruppo 🙂

Spiegare il cartellone ai bambini è stato molto divertente…perché in realtà non è stato spiegato proprio nulla. Ho semplicemente fatto degli indovinelli ai bambini, dicendo loro che si trattava di alcuni rebus da scoprire insieme! Come sempre i bambini ci stupiscono e in un batter d’occhio abbiamo svelato ogni segreto di questo cartellone un po’ particolare.

Ho applicato del velcro sui cartellini dei nomi per garantire un attacca e stacca ripetuto senza rischio di strappi…et voilà.

I nomi sui cartellini sono stati oscurati per la privacy.

2014-10-24 12.42.25mod

Per chi volesse, allego il file word contenente le immagini in pcs utilizzate per illustrare gli incarichi Incarichi pcs.

Spero che questo cartellone possa essere di aiuto a qualcuno.

A presto,

Maestra Gigia

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AGGIORNAMENTO – Settembre 2015

Ciao a tutti! Questo post, pubblicato ormai un anno fa, ha avuto un numero altissimo di visualizzazioni e condivisioni: grazie infinite! Ditemi un po’… l’avete realizzato poi questo cartellone? Mi piacerebbe davvero ricevere qualche feedback (e magari qualche foto dei vostri cartelloni!).
Quest’anno siamo in seconda! Anche in questo anno scolastico continueremo ad utilizzare il nostro amato cartellone, tuttavia si è resa necessaria qualche piccola modifica…che condivido anche con voi! In classe sono arrivate due nuove alunne, quindi abbiamo deciso di aggiungere un ulteriore incarico, l’undicesimo, per mantenere il rapporto di due bambini per ciascun compito. Inoltre, abbiamo deciso di modificare parzialmente i contenuti degli incarichi per creare più omogeneità nel livello di responsabilità e azione tra tutti. Il compito di distribuire e raccogliere schede e quaderni è stato quindi diviso in due incarichi distinti. E’ stato, invece, eliminato il compito relativo alla distribuzione del pane e dell’acqua a mensa (poiché i tavoli sono stati separati ed ognuno può avere comodamente accesso ad entrambi) che è stato sostituito dall’incarico “accendere e spegnere la luce/aprire e chiudere la porta”. Il file con le immagini aggiornate lo trovate qui: Incarichi pcs_seconda versione.

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Estate!

Estate!

Ai bambini della scuola dell’infanzia che oggi cominciano le loro vacanze.
A tutte le maestre che hanno vissuto questo anno fino alla fine con entusiasmo, passione e voglia di fare, nonostante ostacoli e difficoltà.

In particolare…

Ai miei scoiattolini grandi che andranno alla scuola primaria.
Agli scoiattolini medi e quelli piccoli che proseguiranno il loro percorso con le altre fantastiche maestre.
Alle colleghe di plesso che mi hanno incoraggiata e sostenuta, creando un’atmosfera serena che non si riesce a trovare ovunque.
A me, perché ho superato un anno di prova che sicuramente non scorderò.
Relax mode-on, perché sia un’estate di ricarica in vista di un anno scolastico tutto nuovo da vivere.

Buone vacanze a tutti!

Maestra Gigia

*Nella foto, l’ultimo lavoretto di questo anno. Cartoncino azzurro sullo sfondo, pongo per le onde del mare e per il sole, polipetto e pesciolino stampati su cartoncino colorato, con applicazione di occhietti mobili.

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Festa di fine anno scolastico e genitori. Attenzione: toni polemici, astenersi permalosi.

In un ridente paesino delle Marche, oggi pomeriggio si è tenuta la tanto attesa festa di fine anno scolastico. Festa che doveva tenersi giovedì della settimana scorsa, ma era stata rimandata per maltempo. Caspita, direte, maltempo nel mese di Giugno? Eh sì, forse abbiamo proprio beccato la giornata sbagliata. E allora, dai, rimandiamola al 25 Giugno. E’ già arrivata l’estate!

Bene.

Per tutto il pomeriggio addobbiamo il giardino della scuola e il palco che lì è stato montato. Qualche nuvolone si aggira nel cielo ma, dai, meteo.it dice che non piove. L’impianto audio (mixer, casse, microfoni ecc.) è pronto e i bambini scalpitano per entrare. Evviva, tutti ai propri posti! Una delle insegnanti sale sul palco per presentare lo spettacolo che prevede brevi lezioni aperte di gioco danza in piccolo gruppo e poi qualche canzoncina.

Alle 6 si fa improvvisamente buio. Ricorda tanto quel Alle 3 si fece buio su tutta la terra, anche se questa è tutta un’altra storia.

Plin.

Plin. Plin

Plin Plin Plin plaf plaf plaf tutututuututtuutu

P******** (bip).

In due secondi viene giù il mondo.

Le insegnanti che sono dentro intrattengono i bambini, le insegnanti che sono fuori corrono a smontare l’impianto e metterlo al riparo prima che sia troppo tardi. Fuggi fuggi generale, mentre qualcuno si ripara nei locali della scuola.

Che si fa, che non si fa? Rimandare non si può, annullare totalmente la festa sarebbe un peccato…quindi la adattiamo come meglio possiamo. Tutti in sala mensa. Cioè, tutti no. I bambini si esibiscono in gruppetti, quindi forza…che si avvicinino solo i genitori di tizio, caio e sempronio ecc.
E allora: cosa non è chiaro di questo messaggio? Quelli davanti si scazzottano, ops…volevo dire…si fanno delicatamente spazio nel gruppo e il risultato è che i genitori di Tizio, Caio, Sempronio sono ancora in fondo alla sala, mentre i genitori di Pinco e di Pallino, che proprio non devono esibirsi in questa parte dello spettacolo (in nessuno dei gruppi, perché è la conclusione di un progetto a pagamento a cui non tutti hanno aderito), sono davanti a tutti con dei tablet immensi a scattare foto mentre Pinco e Pallino sono tranquillamente seduti a non fare niente.

Poi arriva il secondo gruppo, poi il terzo e infine il quarto. Vengono chiamati, a turno, i genitori dei bimbi che si esibiscono. Pinco e Pallino sono ancora lì a non fare niente, perché in effetti devono solo aspettare, mentre i loro genitori scattano foto al nulla e gli altri dietro sbuffano.

Aspettate, intanto fuori non piove più. Mentre dentro lo spettacolo procede (con gli adattamenti inevitabili del caso, ma procede) fuori alcune insegnanti montano di nuovo tutto l’ambaradan, spazzano l’acqua sul palco e provano a garantire al pubblico presente una seconda parte dello spettacolo un po’ più fresca e agevole, all’aperto.

In questa fase non troviamo i genitori di Pinco e Pallino, ovviamente perché sono ancora dentro. No, ora non stanno fotografando il vuoto ma sbuffano perché è caldo, non c’è spazio, lo spettacolo fa schifo e i loro figli non hanno partecipato. (sdjklfvnsdfvsdvlsnòd)

Troviamo però (Deo gratias) qualche altro genitore che si offre di aiutare le insegnanti a spazzare via l’acqua sul palco, a spostare le sedie, a montare le casse ecc. Allora il buon senso esiste ancora.

Ancora per poco.

Tornano i genitori di Pinco e Pallino che si piazzano proprio sotto il palco, anzi no, a momenti ci salgono sopra. I bambini dovrebbero esibirsi in alcune canzoncine, guidati dalle loro insegnanti posizionate appena lì sotto per fare le mossette insieme e dare un po’ di ritmo. Vi ricordate Mariele Ventre? Faceva così! Lei davanti e tutto il pubblico dietro.

No, i genitori di oggi non ricordano lo Zecchino D’oro e Mariele Ventre. Loro guardano Ti lascio una canzone e i bambini, lì, non hanno nessuna guida davanti. Hanno l’ear monitor, no? Quindi perché mai si dovrebbe lasciare uno spazio vitale per le insegnanti per farle posizionare in pole position di fronte ai bimbi? E perché mai si dovrebbe lasciare uno spazio vitale attorno all’impianto audio?

In questo simpatico pomeriggio, quindi, vediamo genitori arrampicati quasi sul palco a scattare foto con tablet più grossi di loro, mentre le insegnanti non trovano spazio manco per andare a premere play per far partire la musica.

Comunque i gruppi si alternano sul palco fino a che, a spettacolo quasi terminato, vengono festeggiati i bambini che hanno terminato la loro esperienza nella scuola dell’infanzia e si preparano per iniziare la scuola primaria. Anche in questo caso i sempre noti genitori tecnologici sono tutti pronti a scattare foto e girare video da mettere su youtube, però manco mezzo urletto di incitamento o un applausino (ovvio, le mani sono impegnate) per festeggiare i nostri “piccoli più grandi” che ci salutano. Ad applaudire e far festa, anche stavolta, sono solo le maestre.

Lo spettacolo ora è finito. Una volta i genitori cercavano i loro bambini, poi si avvicinavano alle insegnanti, facevano ciao ciao con le manine, un bel sorriso e magari ci scappava anche un abbraccio e un augurio di buone vacanze. Oggi ho visto i bambini cercare i genitori e poi ho osservato tutti andarsene, alcuni senza manco salutare. Intanto i genitori di Pinco e Pallino, a braccia conserte senza muovere un ditino, sbuffano sulla mancata riuscita della festa. Intanto, qualche bambino grande (fratelli, cugini ecc. dei nostri piccoli) ha distrutto la scenografia sotto gli occhi di genitori che hanno visto senza muovere un ditino o senza dire nonlofarefermati.

Riflessioni random al termine di questa giornata:

Quando penso che i genitori di oggi fanno parte, più o meno, della mia generazione, mi ritengo un’aliena nel loro mondo.

Quando penso a loro, unisco  i pezzi pensando ad alcuni atteggiamenti dei bambini. Allora il puzzle si ricompone improvvisamente ai miei occhi, illuminandomi.

Quando penso che forse anche io, tra qualche anno, parteciperò alla festa della scuola dei miei figli, vorrei essere una mamma meno lamentosa o/e più collaborativa (possibilmente entrambe, dato che senonmovinapajaesbuffisololaprossimavoltatenestaiacasa). Penso agli adulti (genitori, nonni e parenti tutti) che potrebbero evitare di puntualizzare sulle sciocchezze, potrebbero invece rimboccarsi le maniche insieme a noi, in quell’ottica di collaborazione tra scuola-famiglia che ci siamo persi per strada. Penso a tutti quei tablet in mano a gente che poi dice di non avere i soldi per fare una visita specialistica al figlio che ne avrebbe tanto bisogno. Poi, penso a quei papà che ci hanno aiutato a sistemare le cose, perché forse – allora – qualcuno si salva. Educazione genitoriale, questa – per me – è la sfida più grande a cui le scuole (e la società intera) debbono lavorare.

Quando penso alla festa di oggi, penso a noi insegnanti che, nonostante la pioggia, multitasking mode on, ci siamo rimboccate le maniche e abbiamo salvato il salvabile, effettuando comunque uno spettacolo che sembrava spacciato. Penso ai bambini che si sono divertiti molto, a dispetto delle manie di protagonismo e dei commenti idioti degli adulti e a riprova del fatto che il “successo”, per loro, è divertirsi insieme… anche se il risultato non è da prima tv! Penso a me, che ce la metto tutta per essere una brava insegnante, ma che mi perdo sempre sul più bello: devo imparare a farmi scivolare addosso la superficialità del mondo adulto.

Negli occhi dei bimbi, la felicità. Nel resto, il vuoto.

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Sitografia per bambini: giocare per imparare!

21 Giugno. Anche questo anno scolastico sta per volgere al termine, tuttavia le cosine da fare (soprattutto a livello burocratico) sono ancora diverse. Per me, che sono nell’anno di prova, c’è anche la discussione della tesina con il comitato di valutazione, pertanto il mio ultimo impegno sarà il primo Luglio. Poi, vacanze! Oggi, comunque, vorrei condividere con voi alcuni suggerimenti di tipo didattico relativamente all’uso della tecnologia a scuola.

Mi spiego meglio.

Nel corso di formazione per il ruolo ho avuto la possibilità di navigare nella piattaforma INDIRE, approfondire vari argomenti e cimentarmi in elaborati e progetti di tipo teorico e pratico. La “raccolta punti” (per ogni elaborato svolto si ricevono dei crediti, fino ad arrivare ad un totale di 38 punti) poteva essere svolta in modo superficiale, ma – un po’ per il mio essere precisina di carattere, un po’ perché amo complicarmi la vita – ho deciso di impegnarmi anche in queste attività, cercando di cogliere da esse quanti più spunti possibili per la didattica reale.
Uno degli elaborati che ho svolto chiedeva di stilare una sitografia per bambini, ovvero di scovare e analizzare alcuni siti contenenti proposte didattiche e ludiche per i piccoli utenti. Ho svolto questa traccia con interesse, poiché credo che in rete possano esserci degli spunti notevoli e, quando è possibile, li uso per integrare il mio lavoro a scuola. Certo, si potrebbe dire che i bambini di oggi usano troppo la tecnologia, abituati ad avere a disposizione gli smartphone e i tablet dei genitori a tutte le ore, ma, non potendo risolvere il problema a monte (perché si può dire quello che si vuole, ma la realtà dei fatti è che non tutte le famiglie hanno la possibilità, il tempo o la voglia di fare esperienze diverse con i propri bimbi e quindi si ripiega così), faccio i conti con il fatto che la tecnologia c’è, gli strumenti ci sono e gli occhi dei bimbi sono comunque puntati lì. Partendo da questo presupposto, che possiamo fare allora? Possiamo dare degli spunti più “intelligenti”, ovvero far conoscere ai bimbi (e magari ai genitori) qualche sito interessante, dove, con una metodologia ludica, i bambini possano intanto imparare qualcosina. Insomma, meglio un gioco interattivo con finalità didattiche, piuttosto che l’ennesima puntata di Peppa Pig, Teletubbies, oppure una partita a Candy Crush Saga o vattelappesca.

L’elaborato era già pronto e allora mi son detta: va, quasi quasi lo pubblico! Maestri e maestre, ecco a voi! E’ un po’ lunghino ma…abbiate pazienza! 🙂

KIDSPSICH:http://www.kidspsych.org/index1.html 

Il sito Kidspich rappresenta un luogo di gioco online per bambini di età compresa tra 1 e 9 anni. Appena avviato, si apre una presentazione con scritte colorate e in movimento, corredate di una musica semplice ma capace di catturare anche i più piccoli. Dopo qualche secondo, la schermata diventa “fissa” ovvero si stabilizza un menù (che tuttavia prevede ancora piccole animazioni) che permette di scegliere come proseguire nella navigazione. A destra e a sinistra dello schermo si creano due pupazzetti (poi scopriremo che si tratta di Oochy e Oochyna) con alcune scritte sottostanti: cliccando su di esse è possibile scegliere il target di destinazione dei giochi che seguiranno. Cliccare a sinistra vuol dire aprire giochi adatti a bambini di età compresa tra i 6 e i 9 anni, quindi per i primi anni della scuola primaria; cliccare a destra, invece, significa aprire giochi destinati ad una fascia di età inferiore, tra 1 e 5 anni, quindi per i bambini di età prescolare. Quando si clicca su uno dei due bottoni, si aprono schermate dalla visualizzazione molto chiara e semplice dove viene mantenuto il personaggio guida (il pupazzetto) con accanto una lista di 7 giochi.  Per ciascun gioco è presente una breve descrizione di cosa il bambino dovrà fare, mentre a livello uditivo ci sono semplici feedback sonori in risposta ai movimenti del cursore. Tutti i giochi, inoltre, sono corredati da una spiegazione cliccabile alla voce “about this activity”: gli adulti possono leggere quali sono gli obiettivi del gioco, le abilità messe in gioco e gli studi a riguardo con riferimenti agli approfondimenti sull’argomento. Una scheda dedicata agli adulti è comunque presente già nella pagina iniziale del sito. Cliccandoci, è possibile leggere “info for parents”: qui è possibile leggere la mission del progetto, ovvero come sfruttare al meglio le potenzialità del sito.

 BABYFLASH: http://www.baby-flash.com/home.html 

Il sito ha una grafica molto accogliente costituita dall’immagine di una casetta abitata da bambini con un cielo azzurro che fa da sfondo. Il sottotitolo “gioca…divertiti…impara” mostra chiaramente l’impegno del progetto che, nato per aiutare il figlio disabile della curatrice, è volto a divertire i piccoli utenti lavorando su abilità cognitive, visive e logiche.  Il menù laterale permette di scegliere come proseguire nella navigazione: è possibile quindi muoversi tra le varie discipline scolastiche, oppure scegliere la sezione giochi, la sezione fiabe, la sezione foto ecc. Per i più piccoli è presente una sezione apposita: le abilità messe in gioco sono quelle della lettoscrittura e della logica/matematica, anche se i piccoli utenti possono muoversi anche nella sezione giochi per trovare qualcosa alla loro portata. In questo sito i giochi e le attività non prevedono una descrizione scritta pertanto la navigazione è totalmente alla portata dei bambini, immediata e basata sulla logica del tentativo. Il feedback di risposta in base alle azioni dell’utente permette di aggiustare il tiro.

 IL GUFO BOO: http://www.ilgufoboo.com/ 

Secondo il mio parere, la home del sito non si presenta molto chiara dal punto di vista della navigazione per i bambini, in quanto  la pubblicità si fa invasiva nello schermo. Quando si clicca sul bottone per giocare, tuttavia, il menù che si apre si fa più semplice e anzi prevede una scelta interessante tra giochi che prevedono modalità di interazione diverse: premere i tasti, muovere il mouse, fare click. In ogni sezione ci sono più di 10 giochi riguardanti quasi sempre animaletti dalla grafica colorata e immediata. Alcuni di essi mettono in gioco abilità specifiche, altre invece hanno semplicemente lo scopo di far scoprire i dettagli e mantenere l’attenzione sugli input visivi dello schermo.

 POISSON ROUGE: http://www.poissonrouge.com/ 

Il sito Poisson Rouge/Red Fish prevede una navigazione in francese e in inglese. Il sito, con sfondo bianco e pulsanti colorati, ha una barra orizzontale dove l’utente può leggere la mission, la storia, le condizioni d’uso e in generale la parte più tecnica del sito dedicata all’adulto. I pulsanti centrali del sito sono invece alla portata dei più piccoli e, sia per grandezza che per il colore usato, invitano l’utente a cliccare per iniziare a giocare. Tuttavia, l’utilizzo del sito e quindi la navigazione tra i giochi sono abilitati previa registrazione al sito. I primi 10 giorni di navigazione sono gratuiti, mentre per una ulteriore navigazione è richiesto un pagamento.

GIOCHI DIDATTICI BAMBINI ONLINE: http://giochididatticibambinionline.blogspot.it/  

Il sito si presenta molto colorato ed interattivo, pieno di caselline cliccabili che rimandano a giochi diversi appartenenti ad altrettanti siti. Non è quindi un sito autonomo di giochi, bensì una piattaforma di raccolta di link. Significativo dal punto di vista dei contenuti che spaziano dai giochi/prerequisiti per i più piccoli alle discipline per i grandi, è tuttavia a mio parere troppo confusionario sul piano visivo. Non c’è una logica nell’esposizione dei giochi e le icone stesse non sono trasparenti sul tipo di contenuto che vanno a proporre. E’ sicuramente un sito valido per trovare proposte ludiche per i bambini ma non è di immediata navigazione e rischia per questo di scoraggiare gli utenti.

 LA NAVE DI CLO: http://www.navediclo.it/

Il sito, creato in italiano e in inglese, ha una grafica piuttosto semplice ma al tempo stesso immediata, fatta di colori tenui sullo sfondo e di un personaggio guida. Il menù principale è posto su una barra orizzontale dove l’utente può scegliere se dedicarsi alla sezione del creare, della lettura o del gioco. Può inoltre scegliere se informarsi sul progetto del sito o se aprire le sezioni dedicate alla scuola o ai genitori. Se si clicca su una delle icone dedicate alle attività per i bambini, è possibile poi scegliere tra ulteriori proposte di cui è possibile vedere una piccola anteprima (l’icona e una breve descrizione). Il sito prevede una versione su app per smartphone, il cui rimando è sempre sulla barra del menù principale: interessante!

CONSIDERAZIONI GENERALI

La sitografia elaborata prevede una vasta gamma di proposte per una utenza preferibilmente di età di scuola dell’infanzia, tuttavia è ben sfruttabile anche dalla fascia d’età relativa alla scuola primaria. Tutti i siti presi in considerazione prevedono una grafica piuttosto accattivante che sicuramente è volta ad attirare il pubblico dei piccoli utenti, tuttavia non tutti i siti riescono a conciliare la grafica con altri elementi e il rischio è quello di creare straniamento nei piccoli utenti. Questo non vuol dire che il bambino deve essere in grado di gestire autonomamente la navigazione nel sito: questo è assolutamente impensabile, infatti è fondamentale che l’esperienza di fronte al computer sia sempre accompagnata e supervisionata dall’adulto. Si fa riferimento, però, alla possibilità del sito di conquistare il piccolo utente fin dall’apertura del sito in modo che sia successivamente spinto a proseguire nella navigazione. Uno dei siti considerati ha una grafica assolutamente inadatta ai piccoli e troppo confusionaria sotto il profilo dell’esposizione dei contenuti (può creare confusione anche nell’adulto!); altri siti, invece, pur avendo una grafica accattivante, non sono coadiuvati da una giusta dose di feedback sonori o rimandi immediati alle azioni dell’utente (a volte eccessivi, altre volte assenti) quindi questo limita le possibilità di successo del sito.
Escludendo l’aspetto prettamente visivo e di presentazione, devo invece dire che, dal punto di vista dei contenuti, tutti i siti presi in considerazione propongono giochi e attività di alto livello. Le abilità messe in gioco sono varie e vanno dalla semplice esplorazione dello schermo alla ricerca di dettagli accattivanti fino all’attivazione di abilità linguistiche, logico-matematiche, visive, di coordinazione e cognitive nel senso più generale. Uno dei siti elaborati, in aggiunta agli altri, rende trasparenti queste scelte specificando gli obiettivi per ogni attività, mostrando nei fatti quello che è già specificato negli intenti (il progetto è elaborato da professionisti nell’ambito degli studi sulla psicologia infantile).
Effettuare questa ricerca è stato molto stimolante e sicuramente mi ha permesso di abbandonare siti già usati (aggiungerei senza troppa convinzione) a favore di nuove e  interessantissime proposte appena scoperte.

A presto!

 

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Come un artista: Kandinsky visto dai bambini

La settimana appena trascorsa è stata pesante sotto alcuni punti di vista relativamente al rapporto con i genitori. Non mi dilungo, però, a scrivere di questo perché fortunatamente l’aspetto più bello del mio lavoro è quello che riguarda le attività con i bimbi. In questo campo ci sono sicuramente meno incomprensioni e decisamente una maggiore soddisfazione.

In un pomeriggio grigio ci siamo dedicati all’arte.
Ho presentato ai bimbi una scheda in cui era rappresentata una tabella 4 x 3 dove, in ogni cella, vi erano disegnati 4 cerchi concentrici.  Ho chiesto ai bimbi cosa potesse essere e, quando ho spiegato loro che si trattava di un’opera d’arte, ho rivolto loro una seconda domanda. Come immaginate che sia colorata questa opera d’arte? I bambini presenti (quasi tutti di 5 anni) hanno detto le loro ipotesi, ognuna delle quali avrebbe poi trovato un riscontro reale. Cosa abbiamo fatto poi? Siamo andati in aula computer e, seduti davanti alla LIM, abbiamo osservato l’opera. Con felicità e stupore, i bambini hanno osservato l’immagine proiettata nel grande schermo.
“Fotografiamo con gli occhi questa opera….. ora andremo a riprodurla nel nostro foglio!”

Di che opera si tratta? Studio sul Colore: Quadrati con Cerchi Concentrici di Kandinsky

Pennello, acquerelli e scheda in bianco e nero….. et voilà ecco i risultati.

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Motricità fine, forme e creatività in un colpo solo. Per me anche un elemento di valutazione in merito alla scelta dei colori.

I bambini sono stati entusiasti dell’attività. E, secondo me, sono stati anche molto bravi!

Nelle prossime giornate ho in mente di far riprodurre ai bimbi L’arlecchino pensoso di Picasso. Vedremo come andrà!