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Analizzare le relazioni nel gruppo classe: il Sociogramma di Moreno

Cari lettori,

oggi vorrei parlarvi di uno strumento molto efficace per l’analisi delle relazioni interne al gruppo classe: mi riferisco al Sociogramma di Moreno! Chi di voi lo conosce? Personalmente ho avuto occasione di studiarlo diverse volte nel corso della mia carriera scolastica e universitaria e ora, in veste di maestra, cerco di utilizzarlo nel contesto della classe in cui mi trovo a lavorare per capire bene la qualità delle relazioni all’interno del gruppo e la qualità dell’integrazione dei bambini con il sostegno che seguo personalmente. Scelgo di scrivere di questo argomento proprio ora perché ho effettuato la somministrazione del sociogramma proprio oggi ed ho appena terminato il lavoro di rielaborazione dei dati.

Ma andiamo con ordine!

Il sociogramma di Moreno è uno strumento di indagine che analizza la posizione dei singoli individui all’interno del gruppo nonché la struttura delle relazioni del gruppo stesso. Esso assume la forma di un questionario da somministrare a tutti i componenti del gruppo e le domande fanno riferimento ad un criterio ludico (di gioco) e a un criterio funzionale (di lavoro): nel primo caso lo scopo è rilevare le dinamiche dello stare insieme e dei rapporti basati sulle affinità tra i bambini mentre nel secondo caso viene presa in analisi l’organizzazione del gruppo finalizzata al raggiungimento di un obiettivo condiviso. Per entrambi i criteri, vengono effettuate due domande: la prima di preferenza, la seconda di rifiuto/esclusione. La formulazione delle domande va calibrata sul livello della classe: nel mio caso – classe prima – ho formulato le domande in molto semplice e basate su un esempio reale.

  • Faremo un gioco a coppie: con chi ti piacerebbe giocare? (criterio affettivo-relazionale – accettazione)
  • Faremo un gioco a coppie: con chi non ti piacerebbe giocare? (criterio affettivo-relazionale – rifiuto)
  • Faremo un lavoro di gruppo: con chi vorresti lavorare? (criterio funzionale – accettazione)
  • Faremo un lavoro di gruppo: con chi non vorresti lavorare? (criterio funzionale – rifiuto)

I bambini devono dare due risposte a ciascuna domanda: il limite viene predisposto per evitare dispersioni e per rendere lo studio più accurato. Graficamente le scelte di preferenza e di esclusione vengono rappresentate diversamente: due nuvolette morbide e arrotondate per inserire le prime e due nuvolette più spigolose per inserire le seconde. Io ho creato e usato questo: modello-sociogramma.docx.

L’interpretazione dei dati è la parte più interessante anche se più “faticosa” per l’insegnante. Nel mio caso il sociogramma effettuato in classe è stato analizzato grazie all’ausilio del software didattico Sociogramma dei gruppi. Software per la somministrazione, l’analisi dei dati e l’interpretazione – Erickson.

Sociogramma dei gruppi - Erickson (software didattico)

Sociogramma dei gruppi – Erickson (software didattico)

E’ uno strumento molto interessante che, attraverso l’inserimento dei dati nel database, permette di avere una restituzione dei dati in forma grafica e quindi di impatto immediato. Il software non è recentissimo, io ce l’ho da 4 anni perché l’ho utilizzato per un lavoro sperimentale per la tesi di laurea nel sostegno e già allora avevo fatto fatica a reperirlo; ora vedo su ibs che risulta non disponibile ed è veramente un peccato perché – seppur decisamente non economico – era uno strumento molto utile. Se si utilizza il software la fatica è solo nella costruzione digitale del questionario e nell’inserimento di tutti i dati anagrafici e dei report degli alunni… poi il gioco è fatto! Certamente i dati possono essere analizzati anche “a mano”, anche se incrociare tutte le relazioni e costruire la rete delle scelte reciproche dei bambini (una vera e propria ragnatela!!!) potrebbe risultare difficile.

Un esempio delle relazioni in un gruppo classe

Un esempio delle relazioni in un gruppo classe

Cosa emerge dal sociogramma? La ragnatela dei rapporti all’interno del gruppo mostra chiaramente i nodi oggetto di una fitta rete di legami (bambini leader e popolari) o nodi isolati (bambini che non vengono indicati da nessuno dei compagni). L’utilizzo dei due criteri (relazionale/funzionale) e del doppio sistema di risposte (accettazione/rifiuto) permette di ragionare sulle scelte dei bambini in base alle situazioni facendo talvolta emergere dei dati interessanti: bambini super ricercati nel lavoro ma per nulla considerati nell’aspetto affettivo oppure bambini rifiutati nel lavoro ma molto ricercati nelle relazioni ludiche. Attenzione: è fondamentale ragionare sul significato di “rifiuto” e di “nodo isolato”. Un bambino rifiutato è un bambino indicato nelle scelte negative (non vorrei lavorare con… con vorrei giocare con …), mentre un nodo isolato è un bambino che non viene indicato da nessuno dei suoi compagni, ovvero completamente ignorato.

Credo sia fondamentale per ogni insegnante ragionare sui risultati del sociogramma per orientare le scelte educative e didattiche per la propria classe e per aggiustare il tiro su alcune dinamiche in corso. Per me i risultati sono stati davvero illuminanti.

Spero di aver incuriosito qualcuno di voi. Vi lascio comunque dei riferimenti a completamento di quanto ho scritto io:

http://www.edscuola.it/archivio/psicologia/sociogramma.htm;

https://diarioarpino.files.wordpress.com/2014/03/sociometrico-di-moreno.pdf;

http://parolealtre.it/sites/default/files/1-SociogrammadiMoreno.doc.

Buon lavoro a tutti!

Maestra Gigia

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A te che leggi… grazie!

Oggi passo per fare  un saluto veloce a tutti quelli che leggono il mio blog. Non so come e neppure perché, ma sto vedendo che sono molte le visualizzazioni quotidiane nelle mie pagine e di questo sono ben felice! 😀 😀 😀 Grazie, grazie a tutti!

E quindi ora sono mooolto curiosa! Tu che leggi…da dove vieni? Come mi hai scovata nella rete? E soprattutto hai trovato qualche spunto per ciò che stavi cercando? Mi piacerebbe molto avere qualche feedback… e soprattutto mi sarebbe molto utile per orientare i nuovi post.

Qualcosina è già pronto, spero di aggiungerlo presto in questo spazio.

Intanto ancora grazie a tutti…a presto

Maestra Gigia

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Discriminazione dei colori primari!

Ciao a tutti!
Pubblico oggi i materiali relativi ad un’attività che ho preparato ieri per il mio alunno. L’attività riguarda la discriminazione dei colori primari e consiste nell’abbinamento di alcuni oggetti di colore rosso, giallo e blu alla rispettiva tabella. La proposta didattica nasce dalla fatica che il mio bimbo sta facendo nell’individuazione e nella denominazione dei colori…quando sembra averle afferrate, ecco che mostra di nuovo dubbi e tentennamenti. Eccoci qui, quindi, a fare un passo indietro per giocare con i colori e vedere se il problema è in questa fase di riconoscimento visivo. Dalle prime prove che ho fatto tra ieri ed oggi sembra di no, ma – trattandosi di un’attività giocosa e ricreativa – penso che la somministrerò più volte nel breve periodo per osservare eventuali cambiamenti anche nella denominazione.
Le schede finali si presentano così: 2015-01-27 16.06.08
Per essere precisi, consiglio di stampare le tabelle direttamente su fogli a4 colorati (meglio se cartoncini…ovviamente dei colori rosso, giallo e blu). Nel mio caso, non avevo tutti e 3 i colori e l’idea era quella di rimediare colorando i fogli bianchi che avevo con un po’ di polverina di gesso rossa, gialla e blu. In realtà, poi, c’era la collaboratrice disponibile con la plastificatrice già accesa, quindi ho rinunciato all’idea per velocizzare il tutto 😀 😀 😀 Oltre ai fogli, servono soltanto le pouches e il velcro adesivo.
Le tabelle contengono 9 spazi, mentre gli oggetti che ho preparato riempiono 6 caselle di ognuna di esse…ovviamente il completamento dell’attività è a discrezione dell’insegnante anche in base agli oggetti che il bambino già conosce o, ancora, in base agli apprendimenti che si vogliono agganciare a questa attività.
Trovate i file delle tabelle e degli oggetti qui: tabella riconoscimento colori. I file sono tutti in bianco e nero e poi ho colorato il tutto con i pennarelli per risparmiare un po’ di inchiostro. Il tutto ovviamente va plastificato per poter riutilizzare il materiale tutte le volte che si vuole con l’effetto attacca e strappa ottenuto dal velcro adesivo.
Buon lavoro… ma soprattutto buon divertimento!

Maestra Gigia

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Applicazioni a sfondo didattico: quando la tecnologia sostiene l’apprendimento

Ciao a tutti!

dopo aver pubblicato qualche mese fa una sitografia per bambini, oggi ho deciso di pubblicare una recensione di alcune applicazioni (per smartphone e soprattutto tablet) relative a giochi con implicazioni didattiche.


Questo articolo nasce principalmente da una mia esigenza di lavoro, in quanto ho deciso di catalogare il materiale per metterlo a disposizione della famiglia del mio alunno. Quest’anno non sto lasciando compiti a casa al mio alunno di sostegno che frequenta la classe prima, ma mi piacerebbe fargli consolidare qualche apprendimento senza appesantire lui e la sua famiglia a casa. Quando, poi, il bambino si mostra insuper-abile nell’utilizzo degli strumenti tecnologici basati sul touch screen, perché non sfruttare questa grande possibilità permettendogli di giocare e imparare? E quindi eccomi qui a pubblicare una recensione (sicuramente incompleta) di alcune applicazioni tratte da Google Play (precisazione doverosa perché ho un semplice tablet con Android e quindi utilizzo questo). Tutte quelle prese in considerazione sono interamente gratuite (alcune prevedono aggiunte a pagamento ma la versione da me considerata è relativa alla parte gratuita, tranne in un caso in cui viene specificato). In alcune applicazioni ci sono contenuti di diverso tipo, delle quali non tutte sono alla portata del bambino per cui le ho pensate, quindi il mio consiglio è di provarle sempre perché, oltre a ciò che ho scritto io, può esserci altro di utile. In generale, comunque, il livello è quello di scuola dell’infanzia/scuola primaria. Ultima premessa: alcune applicazioni non sono in lingua italiana, quindi possono essere sicuramente utilizzate per la sollecitazione di abilità visive, logiche, matematiche ecc. ma – laddove vengano previste attività linguistiche- bisogna ovviamente considerare che possiamo utilizzarle per inglese e non per italiano 🙂

Fatte le dovute precisazioni, ecco qua:

Fantafattoria:  questa applicazione, creata dalla Clementoni, ha una buona grafica e un’interattività accattivante. I contenuti sono misti e, mantenendo gli animali come personaggi guida, vengono proposti giochi che stimolano diverse abilità. Ad essere precisi e volendo trovare un punto di criticità, va segnalato che i contenuti si alternano random, ovvero non c’è possibilità di scelta di percorsi con contenuti specifici, quindi  – a mio parere – questo può limitare l’utilizzo in quanto non è possibile adattare il gioco alle capacità specifiche di chi lo utilizza.

Giochi montessori: applicazione meravigliosa che sfrutta principalmente la tipologia di esercizi relativa agli appaiamenti (che io uso moltissimo col mio alunno) che, in questo caso, vengono effettuati attraverso lo spostamento degli elementi in basso per arrivare alla sovrapposizione). Ci sono diversi tipi di contenuti elaborati secondo questa modalità: forme, frutta, figure di diversa grandezza con la loro ombra, numeri, lettere,  abbinamento per colore (inserire la stella nello sfondo dello stesso colore), esercizi numero quantità.

SmartKids Free/Gioco bambini intelligenti*:(*N.B. grazie ad una segnalazione mi sono accorta che effettivamente l’applicazione prende il nome di “giochi bambini intelligenti” nel motore di ricerca di Play Store, ma non so perché poi me la ritrovo salvata col nome inglese. Mistero della fede!) questa applicazione prevede giochi di memoria visiva, lavagna per disegno libero, scrittura dei numeri sui binari tratteggiati, coloritura guidata, memory, ricomposizione puzzle con l’aiuto di una figura ombra. Non è un’applicazione italiana ma, non essendoci alcuna consegna scritta o audio, l’aspetto linguistico non è assolutamente rilevante.

Kindergarten Fun Lite: di questa applicazione, che non è in lingua italiana, consiglio l’utilizzo dei seguenti contenuti: Colori (contenuto n.1), animali e mamme (contenuto n.4), numeri e quantità (contenuto n.10), animali e ombre (contenuto n.17). Ci sono altrettanti tipi di giochi proposti e ben definiti in categorie, provare per credere!

Kids Number: di questa applicazione consiglio di giocare con questi contenuti:

  • numeri scritti e denominazione audio
  • numeri e quantità (il conteggio è guidato, ovvero verbalizzato dalla sintesi vocale al tocco di ogni elemento se questo viene effettuato in ordine da sinistra a destra),
  • memory dei numeri nascosti sotto le nuvolette.

Animal numbers: applicazione in cui si può giocare con l’abilità che prende il nome di write, che permette di scrivere il nome sul tratteggio (anche se il  tocco deve essere forse un po’ troppo preciso per essere giudicato corretto e questo può scoraggiarne l’utilizzo).

Learn More Kids: in questa applicazione il bambino può divertirsi a giocare con l’abilità Association (limitatamente ai Colori), Visual Memory e Sounds. In basso è possibile anche giocare cliccando sull’immagine dello xilofono e nell’altra casella “upgraded” dove è possibile disegnare su una lavagnetta digitale.

GameKids Lite: ci sono diverse abilità messe in gioco: note musicali, memory, gioco del pallone (percorso da effettuare con il dito, utile per la motricità fine), lavagna per disegno/scrittura, il gioco delle ombre, gioco velocità del tocco sullo schermo, appaiamenti (abilità e contenuti misti), insiemistica (inserire la nuvoletta nella categoria giusta in base al pattern della decorazione) e infine un gioco di attenzione.

Memory: sono previste attività di memory con difficoltà progressive con personaggi dalla grafica piuttosto simpatica.

Kids slide puzzle: viene richiesta la composizione di puzzle attraverso pochi spostamenti con il touch screen. L’applicazione permette di riordinare puzzle con immagini tratte dalla galleria personale, che possono sicuramente aumentare la motivazione.

Flashcards: non si tratta di un gioco ma è una galleria di immagini divise per categoria con denominazione audio di ogni carta. Le categorie gratuite sono limitate ma, per avere l’accesso completo, l’applicazione richiede un pagamento di soli 67 cent. L’applicazione è molto valida per l’incremento del lessico; sconsiglio, tuttavia, l’utilizzo della categoria alfabeto perché la pronuncia non è adeguata (ad es. la B viene letta “bi” e questo può creare confusione nelle prime fasi dell’apprendimento della lettoscrittura).

Buon divertimento!

Maestra Gigia

ps. tu che leggi le conoscevi? Se hai altre applicazioni da consigliare, commenta qui sotto e provvederò ad aggiungerle all’elenco. Insieme…si può! 🙂

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Per iniziare bene… il cartellone degli incarichi!

Ciao a tutti! 

L’anno scolastico è iniziato già da un po’ ed io, come sempre, mi rendo conto di non riuscire ad aggiornare il blog quanto vorrei.

L’avvio di questo anno è stato un po’ faticoso ma forse abbiamo intrapreso la giusta via. Nel corso di questo mese e mezzo ho spulciato vari siti internet alla ricerca di risorse già preparate, indicazioni precise o almeno strumenti da riadattare nella mia situazione, relativamente all’uso dei simboli pcs e pittogrammi vari. A volte ho trovato strumenti ad hoc, in altre occasioni mi sono rimboccata le maniche e mi sono messa all’opera da sola. Alla fine ho preparato diversi materiali e spero di riuscire presto a pubblicarli tutti.

Oggi comincio con il CARTELLONE DEGLI INCARICHI!

Nella mia classe, una prima elementare, ci siamo dati la regola che tutti i bambini devono avere la loro parte di responsabilità nella gestione della classe. Si tratta di un gruppo che si è creato a Settembre e ci piaceva  l’idea di poter creare un’atmosfera di condivisione e partecipazione alla vita sociale che fa leva sul valore delle piccole azioni quotidiane ai fini dell’autostima e della crescita.

Si tratta di 10 incarichi totali con due incaricati (la classe è di 20 bambini, quindi ognuno ha sempre una parte di responsabilità). La turnazione è settimanale, con cambio di lunedì mattina.

1) Chiamare per mettersi in fila;

2) Cercare/chiamare la bidella

3) Consegnare e raccogliere schede e quaderni;

4) Consegnare e raccogliere libri;

5) Distribuire la carta per asciugarsi le mani in bagno (abbiamo il rotolone in classe per evitare sprechi);

6) Cancellare la lavagna;

7) Gestire il silenzio e i comportamenti corretti in classe, riordinare i giochi;

8) Distribuire acqua e pane a tavola (la nostra è una classe a tempo pieno);

9)Riordinare gli zaini (che sono in uno spazio preciso dell’aula)

10) Cambiare gli incarichi sul cartellone.

La particolarità di questo cartellone è nella sua presentazione. In classe il bambino che seguo utilizza il sistema PECS quale forma di comunicazione aumentativa alternativa, quindi ho sentito la necessità di creare una versione più accessibile del cartellone, utilizzando proprio i simboli che lui sta imparando ora ad utilizzare e  che faranno sempre più parte del suo mondo: in realtà l’accessibilità è per tutti i bambini, in quanto una semplice scritta non sarebbe comprensibile ai più trattandosi di una classe che comincia ufficialmente la sua avventura nel mondo delle parole scritte proprio ora. Insomma, come sempre creare strategie alternative non può che giovare a tutti e in questo modo condividiamo una risorsa nel grande gruppo 🙂

Spiegare il cartellone ai bambini è stato molto divertente…perché in realtà non è stato spiegato proprio nulla. Ho semplicemente fatto degli indovinelli ai bambini, dicendo loro che si trattava di alcuni rebus da scoprire insieme! Come sempre i bambini ci stupiscono e in un batter d’occhio abbiamo svelato ogni segreto di questo cartellone un po’ particolare.

Ho applicato del velcro sui cartellini dei nomi per garantire un attacca e stacca ripetuto senza rischio di strappi…et voilà.

I nomi sui cartellini sono stati oscurati per la privacy.

2014-10-24 12.42.25mod

Per chi volesse, allego il file word contenente le immagini in pcs utilizzate per illustrare gli incarichi Incarichi pcs.

Spero che questo cartellone possa essere di aiuto a qualcuno.

A presto,

Maestra Gigia

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AGGIORNAMENTO – Settembre 2015

Ciao a tutti! Questo post, pubblicato ormai un anno fa, ha avuto un numero altissimo di visualizzazioni e condivisioni: grazie infinite! Ditemi un po’… l’avete realizzato poi questo cartellone? Mi piacerebbe davvero ricevere qualche feedback (e magari qualche foto dei vostri cartelloni!).
Quest’anno siamo in seconda! Anche in questo anno scolastico continueremo ad utilizzare il nostro amato cartellone, tuttavia si è resa necessaria qualche piccola modifica…che condivido anche con voi! In classe sono arrivate due nuove alunne, quindi abbiamo deciso di aggiungere un ulteriore incarico, l’undicesimo, per mantenere il rapporto di due bambini per ciascun compito. Inoltre, abbiamo deciso di modificare parzialmente i contenuti degli incarichi per creare più omogeneità nel livello di responsabilità e azione tra tutti. Il compito di distribuire e raccogliere schede e quaderni è stato quindi diviso in due incarichi distinti. E’ stato, invece, eliminato il compito relativo alla distribuzione del pane e dell’acqua a mensa (poiché i tavoli sono stati separati ed ognuno può avere comodamente accesso ad entrambi) che è stato sostituito dall’incarico “accendere e spegnere la luce/aprire e chiudere la porta”. Il file con le immagini aggiornate lo trovate qui: Incarichi pcs_seconda versione.

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A.S. 2014/2015 … si parte!

Settembre 2014. Ci siamo! 

Un altro anno scolastico sta per cominciare. In realtà è già iniziato il primo Settembre, con tutti gli impegni collegiali di noi insegnanti; io, comunque, continuo a considerare il primo giorno di scuola con i bambini quale vero e proprio inizio. Lunedì!

Questo anno porta con sé alcune importanti novità. I piani prevedevano un nuovo inizio nella mia sede definitiva della scuola dell’infanzia, ma a fine Agosto ho deciso di rimettermi in gioco nell’ambito in cui ho iniziato la mia esperienza di insegnante: la scuola primaria. La chiamata, anche questa volta, è arrivata dal concorso docenti 2012: chi avrebbe mai pensato che quell’esperienza mi avrebbe aperto così tante porte. Avrei potuto scegliere tra il posto comune e il sostegno… inutile dire che, senza alcuna titubanza, sono andata diretta verso il sostegno!

L’esperienza alla scuola dell’infanzia è stata meravigliosa, tanto faticosa quanto accattivante, ma prima o poi sarei comunque tornata alla mia cara scuola primaria. L’occasione si è presentata presto e ho deciso di coglierla subito.

Ho deciso di tornare alla primaria perché mi mancava l’aspetto didattico strutturato. Ho deciso di tornare al sostegno perché mi mancava la sfida dell’inventare strategie personalizzate per i miei alunni: semplificare, concretizzare, adattare. Avvicinare la didattica al singolo stile di apprendimento del bambino e alle sue esigenze: questo dovrebbe essere il punto di partenza di tutta la didattica, ma posso assicurare che – tra classi numerose e l’immensa variabilità tra i bimbi- non sempre si riesce a fare tutto con efficacia e soddisfazione. Nel mio caso adoro lavorare con qualità: adottare la pedagogia della lentezza, abbandonare le corse e godermi un percorso in tutte le dimensioni senza alcuna fretta, dedicarmi con attenzione all’osservazione del singolo bambino, ragionare sulle strategie per supportare l’apprendimento, provarle, aggiustarle, godermi i risultati insieme al mio piccolo. Lavorare nel sostegno è proprio questo e finalmente avrò l’occasione di farlo.

Fino ad oggi abbiamo avuto riunioni, impegni collegiali ed altre incombenze che sono certamente utili ma non rappresentano la parte preferita del mio lavoro. Senza contare che, fino ad oggi, non ero assegnata ad alcuna classe e non sapevo quindi con chi avrei trascorso il mio anno scolastico.

Da questa mattina, invece, il bambino con cui lavorerò ha un nome. Ho già letto qualcosa su di lui e l’ho immaginato. Non lo conosco ancora e già mi ricorda qualcuno. Lunedì ci conosceremo e finalmente inizierà il nostro percorso insieme.

Informazione di servizio: insieme al mio ruolo, si andrà modificando anche questo spazio virtuale. Continuerò a pubblicare riflessioni, esperienze didattiche effettuate e magari qualche strumento pratico creato per il mio bimbo speciale da poter condividere con altri insegnanti, ma forse il target sarà diverso rispetto a quello che è stato fino ad oggi. Tutti, come sempre, continueranno ad essere i benvenuti in questo spazio.

Lunedì si parte.

Maestra Gigia è pronta!

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Festa di fine anno scolastico e genitori. Attenzione: toni polemici, astenersi permalosi.

In un ridente paesino delle Marche, oggi pomeriggio si è tenuta la tanto attesa festa di fine anno scolastico. Festa che doveva tenersi giovedì della settimana scorsa, ma era stata rimandata per maltempo. Caspita, direte, maltempo nel mese di Giugno? Eh sì, forse abbiamo proprio beccato la giornata sbagliata. E allora, dai, rimandiamola al 25 Giugno. E’ già arrivata l’estate!

Bene.

Per tutto il pomeriggio addobbiamo il giardino della scuola e il palco che lì è stato montato. Qualche nuvolone si aggira nel cielo ma, dai, meteo.it dice che non piove. L’impianto audio (mixer, casse, microfoni ecc.) è pronto e i bambini scalpitano per entrare. Evviva, tutti ai propri posti! Una delle insegnanti sale sul palco per presentare lo spettacolo che prevede brevi lezioni aperte di gioco danza in piccolo gruppo e poi qualche canzoncina.

Alle 6 si fa improvvisamente buio. Ricorda tanto quel Alle 3 si fece buio su tutta la terra, anche se questa è tutta un’altra storia.

Plin.

Plin. Plin

Plin Plin Plin plaf plaf plaf tutututuututtuutu

P******** (bip).

In due secondi viene giù il mondo.

Le insegnanti che sono dentro intrattengono i bambini, le insegnanti che sono fuori corrono a smontare l’impianto e metterlo al riparo prima che sia troppo tardi. Fuggi fuggi generale, mentre qualcuno si ripara nei locali della scuola.

Che si fa, che non si fa? Rimandare non si può, annullare totalmente la festa sarebbe un peccato…quindi la adattiamo come meglio possiamo. Tutti in sala mensa. Cioè, tutti no. I bambini si esibiscono in gruppetti, quindi forza…che si avvicinino solo i genitori di tizio, caio e sempronio ecc.
E allora: cosa non è chiaro di questo messaggio? Quelli davanti si scazzottano, ops…volevo dire…si fanno delicatamente spazio nel gruppo e il risultato è che i genitori di Tizio, Caio, Sempronio sono ancora in fondo alla sala, mentre i genitori di Pinco e di Pallino, che proprio non devono esibirsi in questa parte dello spettacolo (in nessuno dei gruppi, perché è la conclusione di un progetto a pagamento a cui non tutti hanno aderito), sono davanti a tutti con dei tablet immensi a scattare foto mentre Pinco e Pallino sono tranquillamente seduti a non fare niente.

Poi arriva il secondo gruppo, poi il terzo e infine il quarto. Vengono chiamati, a turno, i genitori dei bimbi che si esibiscono. Pinco e Pallino sono ancora lì a non fare niente, perché in effetti devono solo aspettare, mentre i loro genitori scattano foto al nulla e gli altri dietro sbuffano.

Aspettate, intanto fuori non piove più. Mentre dentro lo spettacolo procede (con gli adattamenti inevitabili del caso, ma procede) fuori alcune insegnanti montano di nuovo tutto l’ambaradan, spazzano l’acqua sul palco e provano a garantire al pubblico presente una seconda parte dello spettacolo un po’ più fresca e agevole, all’aperto.

In questa fase non troviamo i genitori di Pinco e Pallino, ovviamente perché sono ancora dentro. No, ora non stanno fotografando il vuoto ma sbuffano perché è caldo, non c’è spazio, lo spettacolo fa schifo e i loro figli non hanno partecipato. (sdjklfvnsdfvsdvlsnòd)

Troviamo però (Deo gratias) qualche altro genitore che si offre di aiutare le insegnanti a spazzare via l’acqua sul palco, a spostare le sedie, a montare le casse ecc. Allora il buon senso esiste ancora.

Ancora per poco.

Tornano i genitori di Pinco e Pallino che si piazzano proprio sotto il palco, anzi no, a momenti ci salgono sopra. I bambini dovrebbero esibirsi in alcune canzoncine, guidati dalle loro insegnanti posizionate appena lì sotto per fare le mossette insieme e dare un po’ di ritmo. Vi ricordate Mariele Ventre? Faceva così! Lei davanti e tutto il pubblico dietro.

No, i genitori di oggi non ricordano lo Zecchino D’oro e Mariele Ventre. Loro guardano Ti lascio una canzone e i bambini, lì, non hanno nessuna guida davanti. Hanno l’ear monitor, no? Quindi perché mai si dovrebbe lasciare uno spazio vitale per le insegnanti per farle posizionare in pole position di fronte ai bimbi? E perché mai si dovrebbe lasciare uno spazio vitale attorno all’impianto audio?

In questo simpatico pomeriggio, quindi, vediamo genitori arrampicati quasi sul palco a scattare foto con tablet più grossi di loro, mentre le insegnanti non trovano spazio manco per andare a premere play per far partire la musica.

Comunque i gruppi si alternano sul palco fino a che, a spettacolo quasi terminato, vengono festeggiati i bambini che hanno terminato la loro esperienza nella scuola dell’infanzia e si preparano per iniziare la scuola primaria. Anche in questo caso i sempre noti genitori tecnologici sono tutti pronti a scattare foto e girare video da mettere su youtube, però manco mezzo urletto di incitamento o un applausino (ovvio, le mani sono impegnate) per festeggiare i nostri “piccoli più grandi” che ci salutano. Ad applaudire e far festa, anche stavolta, sono solo le maestre.

Lo spettacolo ora è finito. Una volta i genitori cercavano i loro bambini, poi si avvicinavano alle insegnanti, facevano ciao ciao con le manine, un bel sorriso e magari ci scappava anche un abbraccio e un augurio di buone vacanze. Oggi ho visto i bambini cercare i genitori e poi ho osservato tutti andarsene, alcuni senza manco salutare. Intanto i genitori di Pinco e Pallino, a braccia conserte senza muovere un ditino, sbuffano sulla mancata riuscita della festa. Intanto, qualche bambino grande (fratelli, cugini ecc. dei nostri piccoli) ha distrutto la scenografia sotto gli occhi di genitori che hanno visto senza muovere un ditino o senza dire nonlofarefermati.

Riflessioni random al termine di questa giornata:

Quando penso che i genitori di oggi fanno parte, più o meno, della mia generazione, mi ritengo un’aliena nel loro mondo.

Quando penso a loro, unisco  i pezzi pensando ad alcuni atteggiamenti dei bambini. Allora il puzzle si ricompone improvvisamente ai miei occhi, illuminandomi.

Quando penso che forse anche io, tra qualche anno, parteciperò alla festa della scuola dei miei figli, vorrei essere una mamma meno lamentosa o/e più collaborativa (possibilmente entrambe, dato che senonmovinapajaesbuffisololaprossimavoltatenestaiacasa). Penso agli adulti (genitori, nonni e parenti tutti) che potrebbero evitare di puntualizzare sulle sciocchezze, potrebbero invece rimboccarsi le maniche insieme a noi, in quell’ottica di collaborazione tra scuola-famiglia che ci siamo persi per strada. Penso a tutti quei tablet in mano a gente che poi dice di non avere i soldi per fare una visita specialistica al figlio che ne avrebbe tanto bisogno. Poi, penso a quei papà che ci hanno aiutato a sistemare le cose, perché forse – allora – qualcuno si salva. Educazione genitoriale, questa – per me – è la sfida più grande a cui le scuole (e la società intera) debbono lavorare.

Quando penso alla festa di oggi, penso a noi insegnanti che, nonostante la pioggia, multitasking mode on, ci siamo rimboccate le maniche e abbiamo salvato il salvabile, effettuando comunque uno spettacolo che sembrava spacciato. Penso ai bambini che si sono divertiti molto, a dispetto delle manie di protagonismo e dei commenti idioti degli adulti e a riprova del fatto che il “successo”, per loro, è divertirsi insieme… anche se il risultato non è da prima tv! Penso a me, che ce la metto tutta per essere una brava insegnante, ma che mi perdo sempre sul più bello: devo imparare a farmi scivolare addosso la superficialità del mondo adulto.

Negli occhi dei bimbi, la felicità. Nel resto, il vuoto.